“Intervista a Simone Di Crescenzo”

150 anni, ma in realtà non sembra passato neanche un giorno, da quando Gioachino Rossini passò a miglior vita nella Villa di Passy, nel 1868: basta una nota, il tema “sorridente” del clarinetto della Sinfonia de “La Gazza Ladra” o il canto del violoncello dell’Ouverture del “Guillaume Tell”, per farci capire quanto Rossini sia moderno e il motivo per cui anche Stendhal si innamorò del suo “genio”, definendolo come il “solo che conosce la bellezza”.  Bellezza che veniva veicolata per le strade e nei salotti, grazie alle riduzioni strumentali, ma anche all’ampio repertorio cameristico che lo stesso Rossini compose, quando ormai lontano dalle scene, si abbandonò a dei Péchés de vieillesse, peccati di vecchiaia. E così nella magica cornice del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, il 23 marzo, si ripeterà la magia delle serate rossiniane, con dei grandi protagonisti: il prodigioso violinista Yury Revich, la star della lirica Sumi Jo e un altro grande virtuoso, Simone Di Crescenzo, pianista, musicologo e grande divulgatore del repertorio del Belcanto, che abbiamo avuto il grande piacere di intervistare…

Leggi l’intervista: https://ierioggidomaniopera.com/2018/03/12/rossini-150-anni-dopo-firenze-si-prepara-a-festeggiare-il-cigno-di-pesaro-intervista-a-simone-di-crescenzo/